Babbo Natale non passerà più in Basilicata

di | dicembre 27, 2017

Dopo quest’anno Babbo Natale non verrà più in Lucania. In realtà doveva venirci, anzi, ci è davvero venuto, ma è dovuto ripartire di fretta per gravi problemi di salute. Quando è arrivato, è stato grazie ad un’agenzia lucana che organizza eventi – tra cui anche quelli di tipo natalizio – e che aveva appositamente contattato una nota agenzia statunitense che invia Babbo Natale in giro per il mondo.

Questa compagnia recluta negli Stati Uniti uomini possibilmente poliglotti e con le caratteristiche fisiche adatte al ruolo: la resistenza al freddo, la pazienza, una potenziale candida barba cotonata, un viso affettuoso, una voce calma e profonda, l’aria bonaria e, soprattutto, l’affetto per i bambini. I loro Babbo Natale, come già detto, parlano molte lingue, alcuni parlano anche l’italiano, come Stan, il cui padre – Salvatore Natale – emigrato dall’Italia verso gli Stati Uniti nel secondo dopo guerra, gli ha sempre parlato con orgoglio la propria madrelingua.

Quest’anno Stan Natale è arrivato in Italia poco prima di metà dicembre, accompagnato dal suo seguito di renne che, come ogni anno, nel periodo prenatalizio, lo aspettavano in Svizzera, nella stalla affiliata alla prestigiosa agenzia americana che lo ingaggia. In questa stalla si allevano e curano le renne portate agli eventi natalizi e che vengono affidate, in periodi prefissati, ai vari babbi natale che viaggiano per tutta Europa. Bella, Minnie, Windy e Marilou – questi i nomi delle storiche renne di Stan – lo seguivano, come ogni anno, nel rimorchio del furgoncino fittato in Svizzera.

“Andava tutto perfettamente”, mi spiega Stan Natale in un italiano impeccabile e dal lieve accento statunitense, “io qui mi sento bene, l’Italia è uno dei miei paesi preferiti”. Stan si ferma, ha una forte crisi di tosse. “Conosco l’Italia ma non ero mai venuto in Basilicata”, riprende, “ero davvero felice di conoscere questa regione. Ormai si parla di Matera e Basilicata anche negli Stati Uniti!”, aggiunge sorridendo e cercando di non forzare troppo la voce già sensibilmente rotta.

Siamo in ospedale, in una piccola stanza riservata per l’incontro, Stan Natale non riesce a parlare facilmente e deve fermarsi spesso per tossire; si muove inoltre con difficoltà a causa di ustioni sparse sul corpo. “A Matera, l’incontro in piazza con i bambini andò benissimo, ero davvero soddisfatto”, riprende sorridendo dietro la candida barba, “la tappa seguente era in un paese vicino a un bel lago… ma adesso non ricordo …”, mi dice abbassando la testa e sforzandosi di ricordare il nome del paese dove era atteso per il suo intervento.

“Era previsto un incontro di mattina, dovevo presentare Bella, Windy, Minnie e Marilou ai bambini di una scuola elementare. Ma volevo arrivare il giorno prima, per conoscere meglio il posto”, prosegue Stan fissandomi con un presagio mesto. Quando arriva nel paese di cui non ricorda il nome, Stan è incantato dalla bellezza dei paesaggi tutt’intorno: paeselli e dolci pendii boschivi a coronare un bel lago. Ferma il furgoncino, fa scendere le renne dal rimorchio in cui viaggiano e, prima di portarle nella stalla prenotata per l’occasione, le lascia passeggiare nei dintorni del lago.

Stan viene dal Michigan, è abituato ai grandi geli del suo stato e anche a fare bagni freddi nella regione dei Grandi Laghi. Il clima di quella giornata di metà dicembre è per lui davvero mite. “Da noi i laghi sono molto più grandi ma molto più freddi! C’era un po’ di sole, era così bello che ho deciso”, e si ferma per tossire, “di tuffarmi. Che bellezza!”.

Le renne, lasciate libere a passeggiare lì intorno, si avvicinarono al padrone e si abbeverarono al lago.
“Dopo una piccola nuotata uscii, rigenerato. Feci un fuocherello per asciugarmi. Successe in quel momento …” spiega Stan interrompendosi di colpo e guardandomi con gli occhi umidi. D’improvviso una delle quattro renne si accasciò; il padrone si avvicinò per verificare che andasse tutto bene ma la renna, Windy, non respirava più. Stan fu preso dal panico e gridò per attirare l’attenzione, ma attorno non c’era nessuno. Dopo Windy successe la stessa cosa a Minnie; poi fu il turno di Bella e infine di Marilou.

“Continuavo a gridare ma nessuno rispondeva… a un certo punto mi resi conto di avere le vertigini. Avevo pruriti dappertutto, poi la pelle inizio a scottare, a bruciare. Svenni cadendo a peso morto in mezzo alle mie renne…”. Stan non riesce più a trattenere le lacrime. Fu trovato svenuto in mezzo alle renne e con una ferita al capo da un vecchio pastore della zona attirato dalle urla; l’anziano, vista la situazione, aveva chiamato subito l’ambulanza.

“Chiesi cosa era successo a quel signore che m’era seduto affianco e mi sorvegliava. Si spaventò nel sentirmi parlare. Mi credeva già morto! Poi mi fissò. – Pazzo a buttarti in questo lago! – disse. – Un tempo sì che ci potevi andare, pure le pecore ci facevamo bere. Mò è sporco, inquinato, è pericoloso! – disse quasi gridando. Non capivo, ma mi fece paura”, ammette Stan. L’ambulanza arrivò e Stan fu tratto miracolosamente in salvo, a differenza delle sue renne.

“Un medico mi ha da poco spiegato che ho ingerito delle sostanze tossiche, ma non ha saputo specificarmi quali”, mi spiega a sua volta. Ora Stan sta meglio, ma è disperato per le sue amate renne. Minnie, Windy, Bella e Marilou non ritorneranno con lui in Svizzera, non lo aspetteranno più per i prossimi viaggi di Natale in Italia e in Europa.

Pochi giorni prima della vigilia di Natale, ho ricevuto con mia sorpresa una lettera da Bay City, nel Michigan. Era firmata da Babbo Natale in persona. “Buone feste!”, mi scrive Babbo Natale. “PS. Avvelenamento da idrocarburi”, c’era scritto in margine, “questa è la diagnosi che mi ha dato una clinica privata di Detroit. Grazie ancora per il sostegno e per l’intervista. Sinceramente tuo, Stan”, concludeva la sua nota.

“Caro Babbo Natale”, gli ho scritto sentendomi in dovere di ricambiare la cortesia, “auguri di buone feste anche a te! Mi dispiace molto per quello che ti è successo, ma sono sicuro che adesso tu stia meglio”. Ho poi aggiunto: “PS. Dal momento che sei Babbo Natale, fai un regalo a me e alla nostra terra. Denuncia quello che ti è successo e chiedi, a chi deve, di pagarti i danni e di rimediare per il lago. Forse, ascolteranno almeno Babbo Natale.
Sinceramente Tuo, Daniele”.

Comments

comments

Letto 308 volte
Registrazione Tribunale di Potenza N. 34/2017 R.G.

©2017 Southern Magazine. Developed by Reload Web Agency